25 Giugno 2021

Cos’è, quali effetti e controindicazioni ha la marijuana sintetica

Controindicazioni della marijuana sintetica

In strada spesso la si riconosce come “Spice”, mentre qualche servizio dai toni accesi l’ha chiama “droga degli zombie”, per i suoi strani effetti sui consumatori, e qualcuno semplicemente “finta ganja”: quel che è certo è che negli ultimi anni si è fatto un gran parlare dell’ascesa della marijuana sintetica.

Può essere importante, quindi, capire di cosa si tratta esattamente, anche per evitare fraintendimenti su un prodotto venduto spesso come completamente naturale, quando invece non lo è.

Cos’è la marijuana sintetica e quali sono i suoi effetti?

La marijuana sintetica nasce all’inizio del nuovo millennio negli Stati Uniti, come esperimento di laboratorio per studiare gli esiti dell’assunzione dei cannabinoidi sintetici sul corpo umano. Si tratta dunque di un prodotto realizzato inizialmente per scopi medico-scientifici, arrivato poi sulle strade delle principali città con l’aura di sostanza perfetta per lo sballo.

Viene creata a partire dalla sintesi di diverse sostanze chimiche, poi cosparse di materia vegetale, ed è capace di legarsi ai medesimi recettori influenzati dal THC della cannabis naturale ma provocando reazioni molto più forti ed effetti collaterali imprevedibili: dall’accelerazione del battito cardiaco agli stati confusionali, dalle allucinazioni alle ischemie.

Il commercio illegale di marijuana sintetica è ormai diffuso da oltre un decennio, ma poco si sa dell’effettiva produzione, che vede l’integrazione di principi attivi di laboratorio con foglie o infiorescenze, spesso di scarsa qualità, dando vita a una sostanza stupefacente molto potente e poco controllabile.

Il moltiplicarsi dei principi attivi utilizzati costituisce uno dei problemi maggiori della marijuana sintetica, poiché ne aumenta e amplifica gli effetti provocandone di nuovi. Attualmente, la maggior parte dei cannabinoidi chimici viene realizzata in Asia, senza alcun controllo sul processo di sintesi: questo aumenta i rischi in fase di assunzione.

Come riconoscere la marijuana sintetica, valutarne rischi e controindicazioni

Economica e di facile reperibilità, confezionata in modo da sembrare più innocua e attrattiva della normale cannabis, la marijuana sintetica è di fatto molto più pericolosa: come riconoscerla?

Innanzitutto, non si presenta in infiorescenze o trinciato, ma in bustine o fialette, a volte camuffate con denominazioni fuorvianti come “olio CBD” o “CBD liquid”: i principi attivi vengono vaporizzati su materiale vegetale essiccato e così viene commercializzata, priva di qualsiasi etichetta, certificazione o verifica.

È quindi praticamente impossibile conoscere con esattezza quali siano le sostanze contenute nel prodotto finale e le preparazioni variano secondo le opportunità o le necessità dei diversi laboratori clandestini.

Distinguerla dalla canapa naturale è però relativamente semplice: la versione sintetica si presenta come trinciato misto molto irregolare, come fosse un insieme di erbe differenti, all’olfatto presenta marcati odori chimici e al palato risulta amara e aspra. Riconoscere l’intrusa significa anche saper apprezzare l’erba di buona qualità, che appare più compatta e umida, dall’aroma distintivo e avvolgente.

Prima di assumere marijuana sintetica è opportuno valutare tutti i rischi e le possibili conseguenze sull’organismo: molti consumatori hanno dichiarato che, oltre agli effetti simili a quelli del THC naturale, i principi attivi sintetici possono essere comportamenti violenti, attacchi di panico e tachicardia, convulsioni e vomito, confusione e disorientamento.

Controindicazioni di questo tipo rendono la sostanza estremamente pericolosa e molto più tossica dell’erba naturale.

Oltre la marijuana… i cannabinoidi sintetici

La marijuana sintetica non è l’unico cannabinoide chimico: sul mercato illegale se ne trovano diversi e tutti concepiti per simulare e aumentare esponenzialmente i normali effetti del THC naturale presente nell’erba comune.

La cannabis legale e quella a uso terapeutico non hanno effetti nocivi sulla salute e la percezione psichica dei consumatori, anzi contribuiscono al loro benessere evitando le controindicazioni delle sballo e, soprattutto, i danni dovuti all’assunzione di sostanze chimiche sconosciute.

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